2011

La mia gioia, il tuo dolore: tesori della terra e diritti umani
La vita di tutti i giorni senza computer, cellulare o auto è impensabile per noi. Eppure pochi sanno che il nostro progresso tecnologico si basa sullo sfruttamento delle ricchezze del sottosuolo nei paesi in via di sviluppo.

In effetti, sebbene la maggior parte delle materie prime utilizzate si trovi in Asia, Africa e in America latina, tali continenti beneficiano solo in minima parte del commercio delle loro ricchezze. Per contro espulsioni, grave inquinamento e conflitti per il controllo delle risorse naturali colpiscono le popolazioni che vi vivono, minando le loro basi vitali: le persone che patiscono la fame si contano a milioni.

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2010

Più giustizia nel commercio!

Questa Campagna denuncia le regole ingiuste del commercio, che mettono in pericolo il diritto al cibo delle popolazioni svantaggiate dei paesi del Sud del mondo.

Quali consumatrici e consumatori pensiamo di essere impotenti di fronte a questo. Eppure noi siamo i soli responsabili del nostro modo di consumare, che influenza seriamente la politica di approvvigionamento dei grandi distributori. Possiamo cambiare le cose adottando un ruolo di consumatore-attore, esercitando quindi una sorta di voto nel portafoglio. Lo possiamo fare sostenendo al Sud i piccoli produttori e consumando solo prodotti locali e di stagione o provenienti dal commercio equo e solidale.  
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2009

Proteggendo il clima garantiamo il cibo ovunque

I mutamenti climatici sono una sfida enorme che l’intera umanità deve affrontare nei prossimi anni. Dopo l’era preindustriale, la concentrazione di gas ad effetto serra è aumentata del 60%. Alla fine del 2009, i governi degli stati membri dello’ONU decidono in merito alla convenzione climatica che fa seguito al protocollo di Kyoto. La posta in gioco è grande per le popolazioni del Sud del mondo: da queste decisioni dipende in gran parte la loro sopravvivenza e il loro futuro, perché la loro agricoltura di sussistenza è legata a doppio filo alle condizioni climatiche (piogge, siccità, ecc.).

Unendo i nostri sforzi, possiamo evitare il peggio. Ma il cambiamento deve essere fatto sia sul piano personale, sia su quello politico.

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2008

Affinché il diritto al cibo non rimanga un pio desiderio

Il diritto ad una alimentazione appropriata è indissociabile dalla dignità di ogni essere umano, ed è indispensabile perché anche tutti gli altri diritti umani si possano realizzare. Esso è intimamente legato alla gustizia sociale e richiama misure di ordine economico, ecologico e sociale sul piano nazionale e internazionale. Queste misure devono favorire la lotta contro la povertà e il rispetto dei diritti umani.

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2007

È la nostra fede. La dignità di chi lavora va rispettata

Il motto della Campagna «È la nostra fede. La dignità di chi lavora va rispettata» mette l’accento sul volto umano del lavoro. Il lavoro remunerato deve essere un mezzo per vivere e non un fine in sé. Disporre di un tempo per lavorare e di un tempo per riposare, guadagnare abbastanza per vivere: questi sono valori biblici fondamentali.

Oggi questa medesima preoccupazione è espressa in un linguaggio giuridico tramite norme fondamentali dell’Organizzazione internazionale del lavoro. Queste ultime servono quale referenza universale per la definizione di un lavoro degno: retribuzione soddisfacente, rispetto del diritto sul salario minimo, del tempo di lavoro regolamentato, del diritto alle vacanze, della libertà di associazione, del divieto di lavoro forzato e di tutte le discriminazioni fondate sul sesso, la religione, l’etnia o il ceto sociale.

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